Lifestyle e Malattie Cardiovascolari

Tutti sanno che uno stile di vita malsano porta, tra le tante cose, a sviluppare malattie cardiovascolari. Tutti lo sanno, ma per qualche ignota ragione, l'importanza dell'attività fisica regolare (30 min di camminata veloce per almeno 5 giorni alla settimana è il minimo per mantenere il proprio stato di salute) è passata in secondo piano.
Per qualche ragione l'attenzione è andata tutta sulla pressione e il colesterolo. Ecco che il medico dà una pillola e si è a posto. Ma in realtà non è così. Anche non considerando che un 50% dei pazienti, che devono prendere una pillola tutti i giorni, è incostante e il controllo della pressione e del colesterolo non è ottimale, non si è comunque protetti come chi la pressione e/o il colesterolo alti non li ha mai avuti.

La genetica conta ma mai tanto quanto come viviamo la nostra vita.
L'unica maniera per mettersi quanto più possibile al riparo dalle malattie cardiovascolari è quello di vivere una vita sana: fare attività fisica, non fumare e mangiare sano.

Per chi non ha problemi con l'Inglese consiglio vivamente di ascoltare l'eccellente intervista al dott. Dariush Mozaffarian, cardiologo ad Harvard, condotta dal dott. Monte Ladner, ideatore e curatore di Fitnessrocks.org, un'eccellente risorsa scientificamente rigorosa e gratuita da cui prendo spesso spunto.

Il dott. Mozaffarian è l'autore di un interessante articolo apparso su Circulation nel 2008, dal titolo Beyond Established and Novel Risk Factors, Lifestyle Risk Factors for Cardiovascular Disease. Data la rilevanza del tema trattato, è stato reso possibile scaricarlo gratuitamente.

L'autore mette in risalto che nonostante il trattamento farmacologico è importante e deve senza dubbio continuare, è altrettanto auspicabile che la comunità medica riconsideri il ruolo centrale dello stile di vita. La nuova "epidemia di obesità" e i costi sempre maggiori del sistema sanitario per trattare malattie croniche prevenibili seguendo uno stile di vita sano, mettono chiaramente in luce che la strategia finora adottata non è di successo.

Con appena 30 min di camminata veloce quasi tutti i giorni si può ridurre il rischio di eventi cardiovascolari del 30-50%. In cartella clinica si segna l'età, il sesso, la pressione, l'abitudine al fumo, i livelli di colesterolo, HDL, LDL, trigliceridi, la glicemia, ecc. ma quante volte si annota anche quanto fisicamente attiva è una persona e magari quanta frutta e verdura mangia?

E' più facile dare delle pillole o convincere ad adottare uno stile di vita sano? Questa è la vera sfida della medicina del futuro.



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