E' stato recentemente pubblicato sull'International Journal of Epidemiology un articolo intitolato Population adiposity and climate change scritto da due studiosi londinesi.Lo studio confronta due popolazioni: la prima con un BMI medio di 24.5 e un 3.5% di persone obese, la seconda con un BMI medio di 29 con un 40% di persone obese.
La prima rispecchierebbe la popolazione inglese degli anni 70, la seconda quella che è prevista per il 2010.
La conclusione a cui arriva lo studio, considerando la maggiore necessità d'approviggionarsi di cibo e i costi maggiori per il trasporto di una popolazione in media più pesante, è che l'aumento di peso costa in termini ambientali 0.4 - 1 gigatonnellate di equivalenti di anidride carbonica, che contribuirebbe al cosiddetto effetto serra e quindi al fenomeno del riscaldamento globale.
Si tratta di uno studio che ha i suoi limiti, ma suggerisce che l'importanza di controllare il proprio peso può essere vista anche da un punto di vista ecologista.
Credo che questa prospettiva differente del problema possa motivare qualcuno.
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